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Caduta del capelli e inquinamento. Effetti e consigli.



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Caduta del capelli e inquinamento. Effetti e consigli.

 

Un essere umano in salute perde, ogni giorno, dai 40 ai 120 capelli. Questo poiché essi hanno bisogno di rinnovarsi periodicamente, attraverso le fasi anagen, catagen e telogen, permettendo all'individuo di avere sempre una certa quantità di capelli sulla testa.

 

Quando la caduta non è normale?

Nel caso si riscontri una caduta fuori dal normale, che sfori il range di capelli descritto prima, è possibile ricercare le cause e contrastarne le conseguenze prendendo degli accorgimenti nella vita di tutti i giorni.
Escluse situazioni dove persistono condizioni genetiche o alterazioni ormonali (ad es. tiroidee), la perdita di capelli può essere dovuta ad un'alimentazione scorretta, che impedisce al capello (composto all'85% da una proteina detta cheratina) di “nutrirsi” di tutto ciò che ha bisogno per rimanere sano e forte.
Utilizzare frequentemente strumenti come phon o piastre danneggia lo strato più esterno del capello, rendendolo più soggetto a indebolirsi.

Anche svolgere una vita stressante può contribuire alla caduta anomala dei capelli, così come fumare e subire passivamente l’azione dello smog, come scoperto da recenti studi.

 

Inquinamento e caduta dei capelli

Nel Marzo 2019, a Seoul, è stata condotta una ricerca, in collaborazione con numerosi dipartimenti scientifici specializzati in dermatologia, al fine di dimostrare la correlazione che intercorre tra l'essere esposti allo smog per periodi prolungati e la perdita o indebolimento dei capelli.
La correlazione tra polveri sottili, problemi cardiocircolatori e respiratori era già stata appurata da tempo, ma grazie allo studio si sono scoperti gli effetti dannosi sul cuoio capelluto.

Nell'aria, soprattutto d'inverno, sono presenti numerosissime particelle inquinanti, dette anche “particolati atmosferici”, suddivise in base al loro diametro, provenienti anche dalla grande presenza di automobili diesel. Tutte queste piccolissime particelle composte da metalli, polvere, particelle di suolo, acidi, nitrati e solfati, a contatto con il cuoio capelluto umano, provocano arrossamenti, pruriti, desquamazioni e una secrezione sebacea fuori dal normale. Questo poiché, viste le loro dimensioni, si legano alla cute, inserendosi in parte nei pori della pelle. Una volta arrivate in profondità, portando con sé numerosi agenti chimici dannosi, aumentano la produzione di ROS, specie reattive dell'ossigeno, che contrastano lo sviluppo del collagene.

Per dimostrare ciò, lo studio ha effettuato degli esami su pazienti esposti ai vari tipi di particolati. Successivamente, grazie ad un metodo che prende il nome di "immunoblot”, è stato misurato il quantitativo di proteine presenti nelle cellule dei follicoli e della papilla dermica. Queste sono di vitale importanza, come spiegato prima, per il nutrimento del capello stesso.
I risultati dell'esame hanno mostrato che i particolati riescono a ridurre i livelli di Beta-Catenina, una proteina necessaria per il nutrimento dei capelli, così come il quantitativo di ciclina D1, ciclina E, e CDK2, altre importanti proteine nutrienti.

 

Prevenzione e trattamento

Tutti noi siamo quasi giornalmente esposti allo smog cittadino, soprattutto durante il periodo in cui c'è più traffico e le attività edilizie sono più attive. È possibile munirsi di cappelli per filtrare in piccola parte queste polveri, ma l’azione preventiva più importante riguarda sicuramente l'igiene.

È bene sempre prestare attenzione ai prodotti chimici che poniamo a contatto con il nostro cuoio capelluto, preferendo prodotti non aggressivi e utilizzando piccole quantità degli stessi.
Scegliere prodotti per capelli deboli in caso essi siano geneticamente sottili e predisposti a cadere ma, soprattutto, massaggiare delicatamente e in maniera accurata la cute ad ogni lavaggio, così da rimuovere ogni polvere e corpo estraneo posizionatosi su di essa.

In caso di problemi evidenti e persistenti, rivolgersi ad un dermatologo per permettere di ricercarne le eventuali concause.

 


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