Come affrontare l’alopecia androgenetica maschile

L’alopecia androgenetica maschile è una forma comune di perdita dei capelli che colpisce molti uomini sia in età giovanile che più avanzata. Questa condizione è causata dalla sensibilità dei follicoli piliferi ai livelli di diidrotestosterone (DHT), un ormone androgeno derivato dal testosterone. L’accumulo di DHT nei follicoli piliferi può causare un restringimento del follicolo e la progressiva miniaturizzazione del capello, fino alla perdita definitiva.

In alcuni casi, i pazienti con alopecia androgenetica presentano anche segni di infiammazione sul cuoio capelluto, come prurito, dolore e infiammazione perifollicolare. L’infiammazione, che può essere causata dalla presenza di batteri, funghi o sostanze irritanti sul cuoio capelluto, progressivamente altera il ciclo vitale del capello aggravandone la caduta.

Per affrontare l’alopecia androgenetica maschile con forte componente infiammatoria, gli antiinfiammatori naturali possono essere utili. L’Epilobio è una pianta con proprietà antinfiammatorie, che riduce i mediatori dell’infiammazione (LOX, COX) e inibisce l’attività dell’enzima 5-alfa-reduttasi, che converte il testosterone in DHT. Inoltre, l’Epilobio riduce la produzione di sebo e la proliferazione di funghi sul cuoio capelluto (responsabili della forfora), che, come già detto, possono contribuire alla maggiore caduta dei capelli. 

Un altro rimedio naturale utile per affrontare l’alopecia androgenetica maschile con forte componente infiammatoria è il betasitosterolo, presente nella Serenoa Repens. Il betasitosterolo blocca selettivamente e in modo potente l’enzima 5-alfa-reduttasi, riducendo la produzione di DHT e prevenendo la miniaturizzazione dei follicoli piliferi. Inoltre, la Serenoa Repens, in combinazione con antiossidanti come l’astaxantina e le proantocianidine, ha un’azione antinfiammatoria e antiossidante sul cuoio capelluto.

In sintesi, quando si affronta l’alopecia androgenetica maschile con forte componente infiammatoria, è importante ridurre l’infiammazione sul cuoio capelluto per prevenire la caduta dei capelli. Gli antiinfiammatori naturali come l’Epilobio e il betasitosterolo possono aiutare a ridurre i sintomi dell’infiammazione e prevenire la caduta dei capelli. Tuttavia, è importante consultare sempre un medico o un esperto per scegliere il trattamento più adatto alle proprie esigenze e valutare eventuali controindicazioni. 

Primavera e caduta dei capelli. I nostri consigli.

Primavera: le cause della caduta dei capelli

Come accennato in precedenza, la primavera è un periodo in cui i capelli tendono a rinnovarsi “naturalmente”, con l’arrivo di un clima più caldo e di giornate più luminose che riattivano i processi metabolici e funzionali del nostro organismo. 

Sia in primavera che in autunno, dunque, i capelli vanno incontro ad una più intensa caduta per un periodo che dura orientativamente tre mesi. Tuttavia, i motivi che possono comportare la caduta dei capelli possono anche essere differenti, non fisiologici, come in seguito ad un periodo di stress intenso, a squilibri di natura ormonale o, più semplicemente, ad un maggiore affaticamento.

Cause diverse della caduta dei capelli in primavera

La durata del periodo di caduta stagionale e la quantità di capelli persi quotidianamente variano ovviamente da persona a persona ma i tricologi, ossia gli specialisti che si occupano delle problematiche associate ai capelli e al cuoio capelluto, hanno stabilito che se ogni giorno si perdono più di 100-150 capelli o se il processo di caduta dura oltre le sei settimane, la causa della caduta potrebbe non essere dovuta alla semplice “stagionalità”. 

Nel momento in cui si accerta che il numero di capelli persi è davvero elevato, è opportuno rivolgersi immediatamente ad uno specialista il quale, attraverso uno specifico esame, il tricogramma, esaminando le caratteristiche dei bulbi piliferi, sarà in grado di verificare se sono presenti anomalie che impediscono o limitano il fisiologico ciclo di ricrescita dei capelli.

Ma la caduta dei capelli, molto spesso è influenzata da altri fattori.
Molto spesso si sottovaluta l’importanza di una corretta alimentazione; una dieta carente di alcuni elementi come ferro, zinco e vitamine del gruppo B, può avere una forte incidenza sul processo di caduta dei capelli.

Anche i fattori genetici hanno un’incidenza elevata sulla perdita di capelli e in particolare sul loro indebolimento, incidenza più evidente negli uomini rispetto le donne. Lo stress intenso e i disturbi del sonno, poi, rappresentano cause da non sottovalutare in quanto determinano alterazioni del corretto ritmo di sonno/veglia: è fondamentale pertanto assicurare un numero di ore di sonno sufficienti, avere orari il più possibile regolari e ricercare una buona qualità dello stesso.

Infine, bisogna considerare anche l’effetto di alcune terapie farmacologiche, come ad esempio quelle per il colesterolo, per contrastare la depressione o l’ipertensione. Per le donne in particolare, l’aumento della caduta dei capelli può verificarsi nel post-partum, durante il periodo di allattamento, per sospensione della pillola contraccettiva, o, ancora, con l’inizio della menopausa, come conseguenza di tutti i cambiamenti ormonali a cui l’organismo femminile va incontro in ognuno di questi periodi.

Alcuni consigli per ridurre la caduta dei capelli

Sono diversi i prodotti e le terapie che possono essere utili per contrastare la caduta eccessiva o anomala dei capelli, una volta individua la causa che l’ha generata, gli eventuali fattori aggravanti, le caratteristiche dei capelli caduti e non correttamente ricambiati. Shampoo o lozioni specifiche, ad esempio, possono essere utilizzati per il trattamento di alterazioni dei capelli e del cuoio capelluto; integratori alimentari invece, migliorano l’apporto di vitamine, minerali e, in generale, di tutti i nutrienti mancanti o carenti nell’organismo.

Ovviamente, nell’ipotesi in cui ci si trovi di fronte ad una forte caduta è opportuno rivolgersi ad uno specialista che attraverso esami specifici sarà nelle condizioni di consigliare il trattamento più idoneo alla situazione.

In ogni caso, la base di partenza è rappresentata da un ottimo shampoo che rispetti le condizioni fisiologiche del cuoio capelluto o che ne corregga le alterazioni: dovrà essere utilizzato per almeno 2 giorni a settimana, facendo in modo che, dopo aver risciacquato i capelli, il cuoio capelluto sia tamponato e non strofinato in modo energico. Strettamente collegato all’igiene dei capelli è l’uso di lozioni con principi attivi, farmacologici e non, che agiscono direttamente sulla radice del capello rendendolo più forte e favorendo la sua corretta ricrescita. Esistono inoltre terapie mediche e trattamenti innovativi che ben agiscono stimolando la ricrescita naturale dei capelli e che si effettuano periodicamente con infiltrazioni sottocutanee di prodotti naturali ad azione biorivitalizzante.

Ogni eventuale trattamento che viene iniziato per fortificare i capelli deve essere effettuato con costanza in quanto se una lozione è usata in maniera sporadica, o un integratore assunto saltuariamente, difficilmente si vedranno risultati. Allo stesso modo dovranno essere effettuati controlli periodici e cicli di mantenimento. 

Vitamine e Integratori per capelli. Importanza, utilità e consigli.

Le cause, ormai, sono abbastanza note, a partire dalla fisiologico aumento della caduta durante la primavera e l’autunno, quando in seguito al cambio del clima anche i nostri ormoni subiscono sbalzi.

Ci sono, poi, i fattori genetici, le abitudini alimentari, lo stress prolungato, l’utilizzo di alcuni farmaci, per le donne anche il periodo post gravidanza. Oggi, però, esistono diverse soluzioni per combattere la caduta eccessiva dei capelli, in particolare grazie all’uso di integratori e vitamine che, come dimostrano alcuni studi scientifici, diventano sempre più completi ed efficaci.

La loro assunzione corretta e regolare rappresenta spesso un valido aiuto per chi soffre di caduta di capelli, perché permettono al nostro organismo di assorbire le sostanze e i nutrienti necessari per un’ottimale cura del cuoio capelluto. Tra questi, alcune vitamine del gruppo B, la biotina o vitamina H, molti minerali come lo zinco, il rame, il ferro e altri, aminoacidi quali la prolina, la cistina e la metionina e, infine, delle sostanze di derivazione vegetale come la serenoa repens, la boehmeria nipononivea, la soia e il the verde.

L’importanza degli integratori

La caduta eccessiva dei capelli va combattuta fin dai primi sintomi e per questo motivo è importante non sottovalutarli e rivolgersi subito a un dermatologo o a un ambulatorio medico specializzato in tricologia.

In linea di principio, non è difficile prendersi cura dei propri capelli, basta cominciare da una corretta alimentazione in cui siano presenti le vitamine D (dalle qualità antinfiammatorie) e C (in grado di migliorare il microcircolo nel cuoio capelluto), l’omega 3 (migliora l’idratazione della cute e del cuoio capelluto) e una sufficiente dose di zinco che contrasta la caduta e protegge rende più veloce la crescita dei capelli.

A ciò, vanno poi aggiunti i giusti shampoo e balsamo, scelti in base alle peculiarità dei vostri capelli e del cuoio capelluto. Nel caso questo non bastasse, si può ricorrere agli integratori e alle vitamine, sempre su consiglio dello specialista. Gli integratori diventano necessari quando ci troviamo ad aver bisogno di sostanze che il nostro corpo non produce o che non troviamo in natura, come, per esempio, la cheratina.

Questa è una proteina naturale che si trova nei capelli (ma anche nelle unghie e nella pelle) e che ne determina la compattezza, la resistenza, l’elasticità e la durezza. Essendo formata da aminoacidi come la metionina, la cistina e la cisteina, l’integrazione di questi elementi porta diversi benefici: cura i danni causati dal trattamento dei capelli, ne ravviva il colore e nutre costantemente i capelli e il cuoio capelluto. In questo caso, l’utilizzo di un integratore è, quindi, necessario, ma bisogna tener presente che non potrà mai sostituire una varia e corretta alimentazione.

Quali integratori scegliere

La valutazione del giusto integratore deve avvenire in base al tipo di capello che si possiede e, soprattutto, solo dopo aver scoperto la causa dell’eventuale perdita o indebolimento dei capelli. Se si tratta, per esempio, della già citata caduta stagionale, basteranno integratori a base di aminoacidiantiossidantivitamine e minerali. Il loro effetto è di nutrire il bulbo, rinforzando i capelli e stimolando la circolazione nel cuoio capelluto. In alcuni casi, si può optare per integratori che contengono gli acidi grassi Omega 3, 6, 9, tra cui l’acido gamma linolenico che possiede qualità antinfiammatorie, utili per i follicoli, vasodilatanti e riequilibranti sul cuoio capelluto.

Se la causa della caduta ha, invece, una causa ormonale, è preferibile assumere degli integratori che contengano gli isoflavoni di soia che hanno proprietà simili a quelle degli estrogeni e, quindi, in grado di favorire la crescita dei capelli. Oltre a questo, gli uomini possono assumere anche l’estratto di Serenoa Repens, efficace per frenare l’azione degli ormoni maschili, in particolare quelli che causano l’indebolimento e la caduta dei capelli.

 

Quando e come assumere gli integratori

Quando si nota un diradamento dei capelli, non bisogna subito allarmarsi. Una caduta, infatti, potrebbe anche essere fisiologica, ma questa non deve superare i 50-60 capelli al giorno. Se, invece, nella perdita sono coinvolti oltre 100 capelli al giorno, allora è necessario fare attenzione e rivolgersi subito al proprio dermatologo o, meglio, ad un poliambulatorio medico specializzato in tricologia.

Nel momento in cui si comincia la cura, sappiate che i risultati non sono visibili subito, ma dopo un determinato lasso di tempo. Ci vogliono almeno tre mesi per apprezzare qualche cambiamento, durante i quali è opportuno non interrompere l’assunzione degli integratori e delle vitamine.

È necessario anche seguire alla lettera la quantità indicata dal medico, perché un eccesso di consumo può risultare non solo inutile ma anche, in alcuni casi, controproducente per l’organismo (soprattutto in presenza di altre patologie). Infine, è necessario affiancare alla terapia una dieta corretta, in cui abbondino frutta e verdura (fonti di vitamine e fibre), cereali e riso integrali che stimolano la produzione di cheratina, legumi, ricchi di proteine e frutta secca, fonte di omega 3 e di minerali, tra cui il magnesio, per il rinforzo del cuoio capelluto.

Non c’è un periodo specifico per assumere gli integratori per i capelli: sotto controllo specialistico possono essere presi anche tutto l’anno, in base alle proprie necessità o, semplicemente, quando si desidera curare con più attenzione il benessere dei propri capelli e del cuoio capelluto.

 

Dove acquistare gli integratori

Il consiglio principale, come già scritto, è innanzitutto rivolgersi al proprio dermatologo o ad una struttura medica specializzata in tricologia, per farsi indicare l’integratore che meglio si adatta alle proprie esigenze.

Per quanto riguarda, invece, la fase di acquisto, si sconsiglia il “fai da te” in farmacia, scegliendo autonomamente in base ai prodotti più pubblicizzati del momento, o addirittura su siti web, onde evitare di andare incontro a truffe e di acquistare prodotti non originali o, peggio, dannosi.

Caduta dei capelli. Quali test ed esami eseguire.

I motivi per cui i nostri capelli iniziano a diradarsi e a cadere sono molteplici e non sempre è facile ricondurre il nostro problema alla causa specifica che lo ha scatenato. Di conseguenza il nostro stress e il nostro disagio aumentano e possono compromettere la qualità delle nostre normali giornate, possiamo sentirci non all’altezza di affrontare i nostri impegni e nei casi più gravi andare incontro a forme di depressione che ci impediscono addirittura di uscire di casa.

La prima cosa da fare nel caso in cui si inizino a perdere i capelli è consultare un bravo dermatologo tricologo, che ci dirà esattamente come muovere i prossimi passi. No quindi a tutti i rimedi fai da te e ai consigli di persone poco esperte e impreparate, che possono solamente peggiorare la situazione e rendere ancora più difficile e più costosa la nostra guarigione, sia in termini di tempo sia dal punto di vista economico.

Caduta dei capelli: la visita tricologica

Nel momento in cui la caduta dei capelli si fa più intensa e preoccupante, rivolgersi ad un ambulatorio medico e consultare un esperto in tricologia è la prima cosa saggia da fare. Sarà lo specialista, dopo un attento esame del nostro caso, a indirizzarci sugli esami più indicati per risolvere la situazione e farci tornare a sorridere.

La visita tricologica consiste nell’osservazione con microcamera del cuoio capelluto, attraverso la quale è già possibile evidenziare o escludere alcune cause della caduta o del diradamento, come ad esempio infezioni, cicatrici, alterazioni dei vasi sanguigni o formazioni neoplastiche superficiali, e diagnosticare alcune comuni malattie dermatologiche come la psoriasi o la dermatite seborroica.

Nel caso dalla visita tricologica non emerga nulla di riconducibile alla caduta dei capelli, lo specialista dermatologo prescriverà altri esami finalizzati a monitorare tutte le possibili cause del problema.

 

 

Gli esami da effettuare

Tricogramma

Uno degli esami più frequenti e uno dei primi che vengono prescritti è il tricogramma: consiste nel prelievo di un campione di capelli da diverse zone del cuoio capelluto, che vengono successivamente analizzati al microscopio al fine di individuare eventuali anomalie. Per svolgere questo esame è necessario non lavare i capelli nei giorni precedenti allo svolgimento, in modo da non alterarne i risultati. Grazie al tricogramma sarà possibile determinare in modo statistico quanti sono i capelli in fase nascente e quanti in fase morente e sarà possibile evidenziare possibili problemi radicolari e variazioni del diametro dei capelli che possono essere causa della perdita e sintomo di una calvizie avanzante.

Al tricogramma si può accompagnare il cosiddetto fototricogramma, che consiste in un monitoraggio tramite fotografie scattate ad aree di capelli preventivamente rasate, a circa 2 mm di lunghezza, e ripetute con il passare dei giorni in modo da analizzare la loro ricrescita.

Mineralogramma

Può accadere che la causa della caduta dei capelli sia attribuibile a una troppo elevata concentrazione di minerali pesanti nel cuoio capelluto. Per determinare i livelli di queste sostanze si utilizza il mineralogramma, che consiste in un prelievo di circa 1 grammo di capelli tagliati alla base della nuca e che vengono poi sottoposti a un esame della composizione minerale. Così si riescono ad individuare concentrazioni elevate di minerali tossici quali piombo, alluminio o mercurio che possono essere causa della caduta e di conseguenza si può fornire al paziente una cura adeguata, ad esempio tramite una dieta più equilibrata.

Wash Test

Il Wash Test è un altro esame di grande importanza, consiste nella conta dei capelli caduti in seguito a un lavaggio e raccolti tramite una speciale garza. Questo test può essere eseguito combinatamente al test del conteggio giornaliero, generalmente presso l’ambulatorio medico o eventualmente in autonomia dal paziente (che in questo caso conta quanti capelli giornalmente si trovano su cuscini, divani e vestiti per un periodo di almeno due settimane consecutive).

In questo modo, combinando i dati quantitativi dei conteggi con quelli ottenuti dal tricogramma, si può determinare se i capelli caduti sono afflitti da patologie quali alopecia o telogen effluvium e contrastare di conseguenza la caduta in modo più mirato.

Analisi microscopica, biopsia e sebometria

Il dermatologo può ritenere opportuno far analizzare i capelli al microscopio, tagliando il capello per osservare il fusto e il suo stato di salute, oppure effettuare una biopsia prelevando dal paziente un piccolo campione di capelli con l’utilizzo di uno speciale bisturi. In questo modo si può effettuare sul campione un esame istologico preciso che può aiutare il medico nella diagnosi. Più raramente può essere effettuata anche una sebometria per quantificare la secrezione sebacea del cuoio capelluto, che in caso di livelli molto superiori alla norma può determinare uno stato di salute del cuoio alterato, causa a sua volta di una rilevante caduta dei capelli.

Esami di laboratorio

Nel caso in cui gli altri esami non abbiano chiarito le cause della caduta dei capelli, il dermatologo potrà procedere prescrivendo alcuni esami di laboratorio, come ad esempio analisi del sangue e delle urine, utili ad indagare altre possibili cause non strettamente collegate al cuoio capelluto. Può essere infatti che vi siano scompensi ormonali all’interno dell’organismo, oppure infezioni o malattie ematologiche che vanno a riversarsi sui capelli provocandone la caduta.

È possibile quindi che il paziente venga indirizzato presso altro specialista, come ad esempio un endocrinologo o un immunologo, in modo da combinare altri esami e cercare di arrivare al nocciolo del problema da più strade diverse.

Alopecia Androgenetica. Che cos’è, come si presenta, quali sono le cure.

La diminuzione della quantità dei capelli prende il nome di Alopecia: ne esistono di diverse tipologie, come l’alopecia areatapsicogenacarenzialecicatriziale, ma quella più diffusa è l’Alopecia Androgenetica.

Infatti, circa il 90 % della popolazione maschile soffre di questa patologia, percentuale che si ferma al 25 % per il mondo femminile. Se da una parte si potrebbe vivere anche senza capelli, dall’altra la maggior parte delle persone vedono questo problema come un vero e proprio dramma, soprattutto per l’impatto estetico che ne deriva.

Questo tipo di Alopecia viene definita Androgenetica in quanto si tratta di una condizione determinata geneticamente ed è scatenata da un ormone androgeno, più comune nei maschi, chiamato Diidrotestosterone, o DHT, derivato a sua volta dal testosterone. Negli uomini questo ormone viene prodotto dai testicoli e dalla corteccia surrenale, allo scopo di garantire il corretto funzionamento degli organi sessuali. Nelle donne invece, è apportato, seppur in minor quantità, dalle ghiandole surrenali e dalle ovaie.

Questa patologia può presentarsi in due stadi diversi tra di loro, noti come:

  • Alopecia androgenetica veloce, caratterizzata da uno sviluppo precoce e molto rapido con una fase più acuta a circa 20 anni;
  • Alopecia androgenetica lenta, che vede la sua “massima aggressività” intorno ai 20-30 anni di vita, con una progressione per altri vent’anni e un successivo rallentamento in età più avanzata.

Come abbiamo visto l’Alopecia colpisce entrambi i sessi, ma con perdita di capelli (diradamento) localizzata in aree diverse:

  • nelle persone di sesso maschile, il diradamento è concentrato soprattutto a livello delle tempie e del vertice del capo;
  • nelle donne, invece, viene risparmiata la parte frontale e vi è una privazione diffusa un po’ ovunque, con maggiore evidenza nella zona centro-superiore del capo.

Il disturbo, come abbiamo detto, può iniziare in età adolescenziale e la probabilità di soffrirne aumenta con il passare degli anni, quindi nessuno ne è completamente immune. Ma quali sono le cause di questa patologia? Scopriamole di seguito.

 

LE CAUSE DELL’ALOPECIA ANDROGENETICA
Le cause possono essere diverse, alcune delle quali verranno qui approfondite:

  • componente genetica: è la condizione determinante di questa patologia, che dipende da una predisposizione ereditaria (ossia dal proprio corredo genetico) ed è pertanto cronica;
  • componente ormonale: ovvero, negli uomini è dovuta principalmente a elevati livelli di ormoni androgeni e in particolare del DHT, mentre nelle donne può essere causata da un eccesso di testosterone, da una diminuzione degli ormoni femminili (ad es. durante la menopausa), o ancora dal malfunzionamento dell’ipofisi o della tiroide.

Possono intervenire e aggravare il quadro di questa patologia anche:

  • problemi alimentari: mancanza di vitamine, anemie e denutrizione possono incidere sulla corretta crescita dei capelli;
  • uso concomitante di farmaci: gli antidepressivi, gli ansiolitici, gli anticoagulanti, i chemioterapici ed altri farmaci possono aggravare il decorso di un’Alopecia Androgenetica;
  • cause psicologiche: elevato stress, stati di ansia, privazione del sonno per un lungo periodo, insieme a differenti situazioni come la febbre elevata o frequenti emorragie possono porre il paziente a rischio.


Un ruolo importante nel decorso di un’Alopecia Androgenetica è inoltre dato da una proteina infiammatoria, chiamata Prostaglandina PGD2. I ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno rilevato una quantità anomala (circa il triplo) di questa proteina nelle zone del cuoio capelluto più colpite da Alopecia Androgenetica rispetto quelle maggiormente coperte dai capelli. Questa scoperta potrebbe facilitare la ricerca di una cura.
 
LE POSSIBILI CURE 
L’Alopecia Androgenetica è molto complessa e quindi non può essere trattata con semplicità. Qui di seguito verranno esposti alcuni metodi per provare a rallentare il decorso della stessa, alcuni dei quali risultano più efficaci di altri:

  • terapia farmacologica contro l’alopecia: una volta intrapresa, permette di rallentare il decorso del diradamento per un certo lasso di tempo. Il rovescio della medaglia è che questi farmaci inibitori della trasformazione del testosterone in DHT possono in alcune persone presentare effetti secondari (talvolta più gravi della malattia stessa);
  • trapianto di capelli: nonostante l’evoluzione effettuata dalla micro-chirurgia, questo metodo non può risolvere completamente il problema. Si tratta infatti di una soluzione per infoltire le aree diradate, senza tuttavia interrompere il processo di caduta dei capelli nelle zone non trattate;
  • terapia con l’utilizzo del laser IR: questa non presenta particolari effetti collaterali e se effettuata con costanza può essere d’aiuto contro la caduta di capelli e ottimizzare la circolazione sanguigna. Esistono numerose tipologie di laser, ma quello che ha dato maggiori risultati è ottenuto con l’associazione di luci LED e di sorgenti laser a bassa intensità, più precisamente con l’infrarosso a 905 nm.
  • protocollo Intradermal di fase I e II: rappresenta una tra le procedure più efficaci. È un metodo che non presenta effetti collaterali, eseguito da medici specializzati con la massima sicurezza e con l’utilizzo di principi attivi ad azione nutrizionale e stimolante per i capelli e il cuoio capelluto.

Check-up: verifica se lo stress ha causato la perdita dei capelli.

Cause di telogen effluvium acuto

Iniziamo con uno sguardo alle cause di effluvio acuto, ovvero una perdita di capelli che avviene generalmente in maniera piuttosto rapida, salvo poi, con il passare del tempo e con l’allontanamento della fonte dello stress, invertire la propria tendenza.
La più nota è quella relativa alla grave perdita di una persona cara. Uno stress determinato da un lutto può infatti impattare molto negativamente sul benessere dell’organismo e, in esso, anche sulla salute della pelle e dei capelli.

Altri stress sono invece indotti da alcuni cambiamenti radicali delle proprie abitudini. È il caso di approcci a diete dimagranti più o meno rigide, o ancora in caso di parto e allattamento.

Un discorso molto simile vale nei confronti di traumi: un intervento chirurgico, un’infezione virale e microbica, un’emorragia, sono tutte situazioni che potrebbero fornire un contributo decisivo per la comparsa di telogen acuto negli adulti.

Cause di telogen effluvium cronico

Altra condizione è invece rappresentata dall’effluvio cronico. In questo caso non parliamo di un evento scatenante che è ben collocato in ambito temporale e cronologico, ma di una situazione che si trascina con maggiore insistenza nel corso di giorni, settimane, mesi e – a volte – anche anni. La conseguenza è quella di contribuire a una calvizie persistente.

Gli esempi di cause di telogen cronico non mancano di certo. Si pensi, per esempio, all’utilizzo cronico di alcuni farmaci, a diete inadeguate e continuative, ad abuso di alcol e fumo, all’eccessiva esposizione ai raggi solari e alle lampade abbronzanti, alla presenza di malattie croniche e malattie psichiche.

Un ruolo lo svolge inoltre l’ansia: chi soffre maggiormente di stati di ansia, tensione o panico, è generalmente a maggiore rischio di sviluppare una condizione di telogen effluvium cronico. In maniera analoga, un fattore di rischio connesso è quello dell’insonnia, soprattutto se legata a fattori ansiogeni: un mix di determinanti particolarmente sfavorevole che ha come ripercussione un peggioramento della salute del proprio organismo e, in esso, ovviamente, anche del cuoio capelluto e dei capelli.

L’uso della luce laser per la salute dei capelli.

Ma quali caratteristiche deve avere?

Esemplificando un argomento che meriterebbe maggiori dettagli, l’efficacia della luce laser si basa sull’emissione di una luce fredda a bassa frequenza che può incrementare la microcircolazione a livello del cuoio capelluto e intorno al follicolo pilifero, stimolando l’attività dell’ATP, ovvero di quella molecola che è portatrice dell’energia cellulare.

Stando a quanto ci dicono i più recenti studi internazionali in questa materia, un utilizzo consapevole della luce laser può favorire la fase anagen e lo spessore dei capelli in buona parte dei soggetti che si sono correttamente sottoposti a questo trattamento. Già dopo tre-quattro mesi, la maggior parte dei pazienti ha notato un miglioramento nello stato di salute della chioma, sottoponendosi a una terapia della durata di 10 minuti, per due o tre volte la settimana.

I risultati di tali analisi confermano dunque che il fascio di luce fredda a bassa frequenza può essere un mezzo efficace per ottimizzare il metabolismo delle cellule del follicolo pilifero, eliminando le scorie dannose. Considerato che si tratta di un rimedio piuttosto sicuro, il laser è stato da tempo approvato come trattamento utile per le calvizie comuni.

Ma come si utilizza il laser?

L’utilità e le modalità di impiego di questo trattamento devono essere valutate e discusse nel centro medico-tricologico di riferimento: l’apparecchiatura laser che qui si troverà utilizzerà un manipolo che, posizionato su ogni area del cuoio capelluto per circa quattro secondi, invierà il fascio di luce attiva.

Come già anticipato, è importante notare che la terapia laser dovrebbe essere effettuata con regolarità, almeno due volte la settimana, eventualmente associata a lozioni o ad altri trattamenti medico-tricologici.

Per quanto concerne infine le modalità di corretto utilizzo, è consigliabile effettuare tale applicazione solo ed esclusivamente sui capelli puliti e sui quali non sono stati applicati gel, schiume, lacche… Evidentemente, anche se si tratta di un rimedio completamente sicuro, il fascio di luce non dovrebbe essere indirizzato nei confronti degli occhi.

Come contrastare lo stress in modo naturale.

Purtroppo, però, anche superato l’evento stressante i livelli degli ormoni che sono entrati in gioco in questo contesto non ritornano subito alla normalità. Ne deriva che gli effetti tendono a durare nel tempo, al punto che un forte evento traumatico, da solo, può determinare la caduta di centinaia di capelli.

Insomma, lo stress è – il caso di dirlo – un nemico piuttosto tenace. Anche perché, a ben vedere, le cause dello stress sono spesso costanti nel tempo, sfumate e meno individuabili rispetto ad altre determinanti più facilmente diagnosticabili. Ed ecco dunque che, alla caduta dei capelli “transitoria”, può sostituirsi un telogen effluvium cronico, difficile da trattare. Ma come reagire?
Gli strumenti naturali che hai a disposizione sono davvero numerosi e, il più delle volte, fortemente efficaci.

Innanzitutto, per contrastare lo stress bisogna imparare a controllare la respirazione: respirare bene è importante, perché permette di dare un contributo decisivo al sistema nervoso, all’apparato digerente, al sistema cardiovascolare e – non ultimo – a pelle e capelli. Prova a cominciare con la respirazione profonda diaframmatica, anche per soli 5 minuti al giorno: i risultati positivi non dovrebbero tardare.

Una seconda leva che puoi utilizzare è quella del massaggio al cuoio capelluto, importantissimo per decontrarre i muscoli e mantenere attiva la circolazione. Se effettuato per alcune settimane, soprattutto se associato ad un trattamento locale biostimolante, può sviluppare la fase di crescita del capello, ed essere dunque risolutivo per migliorare la salute dei capelli.

L’ulteriore strumento che puoi mettere in campo per contrastare lo stress è l’attività fisica: non devi necessariamente sottoporti ad allenamenti estenuanti, poiché sono sufficienti 30 minuti di allenamento aerobico tre volte alla settimana per mantenersi in forma e contrastare lo stress in modo davvero efficace. Cerca di selezionare l’attività fisica che più ti piace e ricordati di farlo precedere da un buon riscaldamento, e farlo seguire da esercizi di stretching. Anche in questo caso, siamo certi che i risultati saranno immediati e duraturi!

Come dimagrire senza danneggiare i capelli.

Non c’è da stupirsi: le diete troppo restrittive finiscono infatti con il privare il nostro organismo di tutti quei nutrienti che invece sono fondamentali per garantire il mantenimento delle riserve energetiche del nostro corpo su livelli desiderabili.

In particolare, una delle parti del corpo che subisce gli effetti più negativi di tali restrizioni sono proprio i capelli, che risentono delle carenze di proteine, acidi grassi polinsaturi, vitamine e oligoelementi che di norma vengono assimilati correttamente attraverso l’alimentazione, e che in caso di dieta possono determinare un indebolimento del fusto del capello.

Fortunatamente, questo rischio sembra essere scongiurato rivolgendosi a uno studio medico professionale. D’altra parte, purtroppo, è ben più presente nel caso in cui si voglia puntare sui regimi dietetici fai-da-te, fortemente sconsigliabili.

Ricordiamo infatti che i regimi dietetici che vengono attribuiti in un ambito professionale tendono ad essere equilibrati, garantendo comunque al proprio organismo la possibilità di mangiare in modo vario, e dando priorità a frutta e verdure, carne magri, pochi grassi animali.

Dunque, non sempre il dimagrimento deve necessariamente comportare un peggioramento delle condizioni di salute del cuoio capelluto e della chioma. Al contrario, a costituire un indebolimento dei capelli è una cattiva dieta, intendendo per tale un’alimentazione eccessivamente restrittiva e in grado di privare il nostro organismo di tutti quei componenti nutrizionali che risultano essere fondamentali, e non solamente per la salute dei capelli.

 

Premesso quanto sopra, se vuoi fare una dieta puoi seguire questi consigli di benessere:

  1. punta sempre su una dieta che sia ricca di frutta e di verdura di stagione, ben equilibrata e ricca di alimenti che possano garantirti un corretto apporto nutrizionale di vitamine, sali minerali e non solo. Per far ciò, evita il fai da te e ricorri sempre ed esclusivamente alla consulenza di uno studio medico professionale;
  2. limita l’assunzione di alcol, così come tutti i cibi che hanno un alto indice glicemico, coloranti, additivi alimentari, ottenuti da eccessive lavorazioni;
  3. riduci l’assunzione incontrollata di grassi e cerca di preferire una dieta che disponga di buoni quantitativi di acidi grassi polinsaturi omega 3;
  4. cura con molta attenzione l’idratazione, assicurandoti di bere almeno 1,5 litri di acqua al giorno;
  5. infine, ricordati di assumere tutte quelle sostanze naturali, ben tollerate dall’organismo, che possono dare una mano per contrastare la calvizie, come la Serenoa repens, il tè verde, la curcuma.

Come bloccare la calvizie senza finasteride.

Ebbene, se sceglierai di non utilizzare i farmaci per contrastare il diradamento dei capelli, sappi che esistono alcuni principi naturali che possono inibire la 5 alfa reduttasi, enzima responsabile della trasformazione del testosterone in diidrotestosterone (o DHT). In questo modo, dunque, è possibile invertire almeno in parte il processo di diradamento dei capelli.

Per esempio, diversi studi hanno dimostrato che la Serenoa repens è in grado di inibire la 5 alfa reduttasi e contrastare la formazione dell’ormone DHT proprio a partire dal suo precursone, il testosterone. Agendo come antagonista recettoriale, può inoltre impedire al DHT di legarsi al recettore all’interno del citoplasma cellulare, e può svolgere un’efficace azione antinfiammatoria.

Alla Serenoa repens si possono di norma aggiungere degli ingredienti naturali particolarmente efficaci per ottenere un’azione integrata, come il tè verdelo zinco e la carnitina.

Se invece vuoi bloccare la calvizie con i farmaci, ma senza ricorrere alla finasteride, si puoi puntare sul minoxidil, un altro principio attivo farmacologico approvato dal Ministero della Salute. Nato come farmaco antiipertensivo, nei decenni è diventato anche utile come preparato anticalvizie.

Disponibile sotto forma di lozione ad uso topico, può essere applicato efficacemente sul cuoio capelluto con un dosaggio di 2 ml di soluzione al giorno al 2% o al 5%. Così facendo, con il passare del tempo può riattivare la crescita del capello, aumentando la vita media delle cellule della matrice del follicolo grazie anche ad un’azione antinfiammatoria e antifibrotica, oltre che all’azione vasodilatatoria.

Il farmaco risulta essere particolarmente utile nell’alopecia androgenetica, soprattutto sulla sommità del capo. In ogni caso, la sua azione sulla ricrescita e i benefici apportati sono limitati nel periodo del trattamento. Succede inoltre che gli effetti si invertono a distanza di 4-5 mesi dall’interruzione del trattamento.

In ogni caso, se applicato correttamente gli effetti collaterali sono piuttosto rari e riguardano quasi esclusivamente la dermatite allergica e l’ipertricosi. Se vuoi saperne di più, parlane con l’ambulatorio medico di riferimento, specializzato in tricologia: costituirà certamente il primo utile passo per contrastare la calvizie!